Chi sono io?


 

 

Amico, svuota questa nave, ed essa navigherà leggera.

 

 

 

 

 

Essere pienamente presenti nella nostra consapevolezza apre le nostre esistenze a nuove possibilità di benessere.

La meditazione, silenzio della mente, è il "vuoto fertile" che nutre la ricchezza della nostra esperienza del qui e ora, immergendoci completamente nella nostra vita.

Anzichè vivere in modo automatico e superficiale (mindless), la meditazione ci rende consapevoli (mindfullness) e sensibili alle novità delle nostre esperienze quotidiane.

La mindfullness accresce la possibilità di riempirsi delle sensazioni del momento e di sintonizzarsi con il nostro stato dell'essere. Possiamo permetterci di sentire i nostri piedi mentre percorriamo la strada della vita. 

Sorge così naturalmente l'esigenza di impegnarci con noi stessi e con le altre persone stabilendo un legame più autentico, riflessivo ed attento. 

La vita si riempie poichè diventiamo consapevoli della straordinaria esperienza di essere, di essere vivi, di vivere in questo momento.

 

 

Sono previste sessioni di meditazione di gruppo della durata di 1 ora. La meditazione potrà avvenire tramite il silenzio, il rilassamento guidato o modalità più dinamiche con l'ausilio della musica.


 

 


Meditazioni attive di Osho

 

 

"Noi tutti siamo nati per muoverci, per arrenderci al battito. Il tuo spirito è un danzatore. Niente sforzo. Niente giudizio. Pura energia nel movimento...

Il miglior modo per rendere la mente silenziosa è muovere il corpo...

E ricorda, se non fai la tua danza, chi la farà per te?"

(Gabrielle Roth)

 


"Sii di nuovo un bambino e non fuggirai da te stesso.

Fuggirai IN te stesso, questa è la via di chi medita.
L'uomo di mondo fugge da se stesso mentre il ricercatore fugge in se stesso per trovare la sorgente della vita, della consapevolezza.
E quando scopre la sorgente della vita, egli non ha scoperto solo la fonte della propria vita, egli ha scoperto la fonte della vita dell'universo, del cosmo intero.
Un'immensa celebrazione si risveglia in lui.
La vita diviene semplicemente una canzone, una danza, momento dopo momento"

 

L'uomo moderno è un fenomeno molto recente. Non è possibile usare alcun metodo tradizionale esattamente così com'è, perché l'uomo moderno è assolutamente diverso da quello che l'ha preceduto. Quindi, in un certo senso, tutti i metodi tradizionali sono diventati irrilevanti.

Per esempio, il corpo è cambiato moltissimo. È così pieno di sostanze chimiche che nessun metodo tradizionale può aiutarlo. Adesso tutto l'ambiente è artificiale: l'aria, l'acqua, la società, le condizioni di vita. Nulla è naturale. Nasci nell'artificialità, ti sviluppi al suo interno. Quindi i metodi tradizionali al giorno d'oggi si dimostreranno dannosi. Dovranno essere trasformati in relazione alla situazione moderna.

Un'altra cosa: la qualità della mente è cambiata in modo radicale. Ai tempi di Patanjali [il più famoso commentatore dello yoga], il centro della personalità umana non era il cervello, ma il cuore. Ancora prima di allora, non era nemmeno il cuore. Il centro era più in basso, vicino all'ombelico. Ora si è spostato ancora più lontano dall'ombelico: il centro è il cervello. Ecco perché insegnamenti come quelli di Krishnamurti sono diventati attraenti: non occorre alcun metodo, alcuna tecnica - occorre solo comprensione. Ma se si tratta solo di una comprensione verbale, intellettuale, non cambia nulla, nulla si trasforma. Diventa solo un ammucchiare nozioni.

Io uso metodi caotici piuttosto che sistematici, perché un metodo caotico è di grande aiuto nello spostare il centro dal cervello verso il basso. Il centro non può essere spostato verso il basso grazie ai metodi sistematici, perché la sistematizzazione è lavoro mentale. Con un metodo sistematico, il cervello verrà rafforzato ancora di più, gli verrà data ulteriore energia. Con i metodi caotici, il cervello viene annullato: non ha nulla da fare. Il metodo è così caotico che il centro viene spostato automaticamente dal cervello al cuore. Se fai il mio metodo di meditazione Dinamica con vigore, in modo caotico, non sistematico, il tuo centro si sposterà al cuore. Allora avviene la catarsi.

La catarsi è necessaria perché il tuo cuore è molto represso, e la causa di questo è il cervello. Il cervello ha conquistato tanta parte del tuo essere che ora ti domina. Non c'è posto per il cuore, e così i desideri profondi del cuore vengono repressi. Non hai mai riso con tutto il cuore, non hai mai vissuto con tutto il cuore, non hai mai fatto nulla con tutto il cuore. Il cervello si intromette sempre per sistematizzare, per rendere tutto matematico, e il cuore viene represso. Per questo all'inizio è necessario un metodo caotico per spostare il centro della consapevolezza dal cervello verso il cuore.

A quel punto ci vuole la catarsi per alleggerire il cuore del suo fardello, per buttar fuori le repressioni, per far sì che il cuore si apra. Se il cuore diventa leggero, se riesce a scaricarsi, il centro della consapevolezza viene spinto ancora più in basso: arriva all'ombelico. L'ombelico è la fonte della vitalità, la sorgente originaria da cui deriva ogni altra cosa: corpo, mente e tutto quanto.

Dietro a questo metodo caotico c'è grande riflessione. Una metodologia sistematica adesso non può essere di aiuto, perché il cervello ne farà un altro dei suoi strumenti. Né possono aiutare i canti sacri, i mantra - il cuore è così oppresso che non può fiorire in un vero canto. La consapevolezza deve essere risospinta verso la sorgente, verso le radici. Solo allora c'è una possibilità di trasformazione. Quindi uso i metodi caotici per spingere la consapevolezza dal cervello verso il basso.

Quando sei nel caos, il cervello smette di funzionare. Ad esempio, se guidi la macchina e improvvisamente qualcuno sbuca davanti a te, reagisci in modo così repentino che non può essere opera del cervello. Il cervello ha bisogno di tempo. Deve pensare cosa fare e cosa non fare. Quando c'è il rischio di un incidente e freni di colpo, provi una sensazione vicino all'ombelico, come se fosse lo stomaco a reagire. La tua consapevolezza è stata sospinta verso l'ombelico a causa dell'incidente. Se si potesse prevedere l'incidente in anticipo, il cervello sarebbe in grado di rispondere. Ma quando sei in un incidente, accade qualcosa di misterioso: noti che la consapevolezza si è spostata verso l'ombelico.

Se chiedi a un monaco Zen: "Con che cosa pensi?", lui si mette la mano sulla pancia. Quando gli occidentali sono entrati per la prima volta in contatto con i monaci giapponesi, faticavano a capire. "Che sciocchezza! Come puoi pensare con la pancia."

Ma la risposta Zen è significativa. La consapevolezza può usare qualsiasi centro del corpo, e il centro che è più vicino alla sua sorgente originaria è l'ombelico. Il cervello è il più lontano, quindi, se l'energia vitale si sposta verso l'esterno, il centro della consapevolezza diventa il cervello. Ma se l'energia vitale si sposta verso l'interno, alla fine l'ombelico diventerà il centro.

I metodi caotici sono necessari per spostare la consapevolezza verso le sue radici, perché solo dalle radici la trasformazione è possibile. Altrimenti continui solo a verbalizzare, e non c'è trasformazione. Non basta sapere cos'è giusto. Devi trasformare le radici, altrimenti non cambierai.

Quando una persona sa qual è la cosa giusta ma non può far niente al riguardo, le sue tensioni si raddoppiano. Comprende, ma non può farci nulla. La comprensione ha senso solo se arriva dall'ombelico, dalle radici. La comprensione che viene dal cervello non ti trasforma.

Ciò che è supremo non può essere conosciuto tramite il cervello, perché quando operi con il cervello sei in conflitto con le radici da cui provieni. Tutto il tuo problema è che ti sei allontanato dall'ombelico. Sei arrivato alla vita attraverso l'ombelico e morirai attraverso di esso. È necessario tornare alle radici. Ma il ritorno è difficile, arduo.

I metodi tradizionali hanno un certo fascino perché sono antichi e ci sono tante persone che nel passato si sono realizzate grazie ad essi. Sono forse diventati irrilevanti per noi, ma non lo erano per Buddha, Mahavira, Patanjali o Krishna. Erano significativi, erano di aiuto. I vecchi metodi possono essere ora privi di senso, ma per il fatto che Buddha si è realizzato grazie ad essi, hanno un certo fascino. Il tradizionalista pensa: "Se Buddha si è realizzato con questi metodi, perché non posso farlo anch'io?".

Ma ora ci troviamo in una situazione completamente diversa. L'ambiente nel suo complesso e tutta la sfera dei pensieri, sono cambiati. Ogni metodo è in relazione armonica con una situazione particolare, con una mente particolare, con un particolare tipo di uomo. Il fatto che i vecchi metodi non funzionano, non vuol dire che i metodi siano inutili. Vuol dire solo che i metodi stessi devono subire un cambiamento. 
(Osho: The Psychology of the Esoteric)

 

Osho ha ideato una serie di meditazioni "attive" specifiche per attutire il predominio della mente dell'uomo occidentale. Comprendendo la difficoltà dell'uomo moderno a restare fermo in silenzio, Osho ha proposto un metodo di ascolto interiore che parte dal movimento corporeo  e permette di liberare le tensioni accumulate prima di entrare nella situazione di "vuoto fertile" del qui ed ora, della presenza a se stessi.

  

 

Meditazione Vipassana

 

I nostri atti mentali, verbali e fisici hanno origine nella mente. Ogni volta che avviene un contatto fra gli organi di senso e gli oggetti esterni — come le forme visibili, gli odori, i suoni, i sapori e le sensazioni tattili — all’interno del corpo nasce una sensazione, da cui si originano reazioni che sono causa di nuove azioni. Perciò, se si riesce a governare la mente, si riesce a governare anche l’azione, a creare un cambiamento evolutivo nella personalità e a migliorarsi la vita emotiva.
Lo scopo della Meditazione di Consapevolezza, modello che deriva dalle antiche tradizioni che fanno capo al Buddha e che allora come oggi viene denominato Vipassana, è di farci capire la vera natura della mente e della materia.
Solitamente s’incomincia con la concentrazione sul respiro e sulle sensazioni del corpo.Vipâssanâ significa osservare le cose in modo corretto, nella giusta prospettiva, per vedere le cose come realmente sono e non solo come sembrano. La vipâssanâ insegna ad essere osservatori distaccati delle sensazioni fisiche e delle emozioni mentali. Il meditante impara ad accettare tutte le sensazioni, piacevoli e spiacevoli, senza alcuna reazione, cioè con serenità, o equilibrio o intelligenza.

Gli stati di coscienza con cui abbiamo dimestichezza e familiarità sono tre, la veglia, il sonno con sogni e il sonno senza sogni; in ognuno di essi noi instauriamo con la realtà un rapporto diverso, particolare e specifico, che ha una sua frequenza d’onda cerebrale e genera un particolare tipo di esperienza. La meditazione è una condizione altra in cui gli stati usuali di coscienza trovano una integrazione e sinergia, in quanto include tutte e tre le condizioni usuali e al tempo stesso le trascende. Di fatto risulta essere un elemento nuovo, e proprio per questo essa viene anche definita come‘quarto stato della mente’. (Wallace, Neurofisiologo, 1974)

 

La meditazione, l’essere, il vivere nella quotidianità in stato meditativo, ci offre la possibilità di entrare in contatto con la realtà interiore ed esteriore in modo assolutamente nuovo, da una prospettiva difficilmente immaginabile e in cui le potenzialità della mente sembrano espandersi oltre i limiti consueti, offrendoci il contatto con dimensioni altrimenti irraggiungibili. Quello che pure è interessante è la verifica, non solo empirica ma ormai da tempo anche scientifica, dei grandi benefici che tale pratica apporta alla salute del corpo non meno che a quello della mente; si diviene maggiormente resistenti alla fatica, alla tensione e alle malattie, i flussi mentali rallentano e riusciamo a capire con maggiore chiarezza noi stessi e la nostra interiorità, divenendo molto più creativi e capaci di trovare soluzioni efficaci e alternative a molti problemi.


Meditazione Zen

ATTEGGIAMENTO NON GIUDICANTE

"In uno scenario primaverile niente è meglio, niente è peggio. Le foglie crescono naturalmente, alcune lunghe, alcune corte" Zenrin Kushu

 

LASCIARE LA PRESA

"Sedendo quietamente, senza fare nulla, viene la primavera, l'erba cresce da sè" Zenrin Kushu

 

IMPEGNO

" Il corpo è l'albero della saggezza, la mente è un lucido specchio. Abbi cura di spolverarlo continuamente per impedire che la polvere si accumuli" Shenxiu

 

PAZIENZA

"Per quanto possa essere veloce e agile nella corsa, non puoi correre più veloce delle tue gambe" I.Shah

 

NON INSEGUIRE I RISULTATI

"Le oche selvatiche non intendono proiettare il loro riflesso; l'acqua non ha l'intenzione di ricevere la loro immagine" Zenrin Kushu

 

ACCETTAZIONE

"Se fa freddo, Buddha freddo, se fa caldo, Buddha caldo" Dogen

 

MENTE DA PRINCIPIANTE

"Un recipiente pieno fino all'orlo non può ricevere nulla" I.Shah

 

ATTENZIONE-PRESENZA

"La presenza mentale è come un microscopio, che non è un'arma e nemmeno una difesa contro i germi che osserviamo attraverso esso. La funzione del microscopio è semplicemente quella di far vedere con chiarezza cosa c'è" Chogyan Trungpa